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Leggi qui sotto la lettera di Alberto Saccani, presidente diocesano di AC
Una tessera per comporre un mosaico
Come ex presidente parrocchiale di AC so che è sempre problematico andare alla ricerca delle persone per proporgli di rinnovare per un altro anno l'adesione all'AC, soprattutto ultimamente, quando si va sempre più affievolendo quello che i sociologi chiamano il "senso di appartenenza": ad una qualsiasi organizzazione o gruppo, che sia la Chiesa, la comunità civile o la polisportiva sotto casa.
Nonostante vari problemi, per l'adesione 2009/2010 siamo riusciti a mantenere il costo della tessera uguale all'anno scorso, ma ciò non ci esime da fare una serie di riflessioni sul
significato che noi vogliamo dare alla tessera che per qualcuno può sembrare un "pezzo di carta" ma
che in realtà rappresenta la nostra partecipazione ad un progetto ben più grande:
L'indipendenza
Partiamo innanzitutto da dato puramente economico: il solo fatto che l'AC sia una associazione che si sostiene da sola fa si che non sia "ricattabile da nessun agente politico, economico o sociale che la voglia piegare ai suoi interessi. L'AC è sempre stata e rimane una associazione di laici indipendente, legata solo dall'amore verso la Chiesa e i suoi Pastori che per questo l'hanno elevata a ministero:
"… per la costituzione della Chiesa e lo sviluppo della comunità cristiana, sono necessari vari tipi di ministero, che, suscitati nell'ambito stesso dei fedeli da una aspirazione divina, tutti debbono diligentemente promuovere e rispettare:tra essi sono da annoverare i compiti dei sacerdoti, dei diaconi e dei catechisti, e l'Azione Cattolica".
La formazione
Da sempre l'attività dell'AC si è sviluppata nell'ambito della formazione, intesa nel senso più profondo del "conformarsi a Cristo". Questa formazione è definita come organica, sistematica, permanente, popolare, proprio perché abbraccia tutte le età, le classi sociali, i gradi di istruzione e si pone come un continuum nel cammino degli aderenti. Vorrei qui citare quanto il nostro Vescovo ha detto al nuovo Consiglio Diocesano nella sua prima convocazione:
"In particolare ci dà speranza il vedere che all'Azione Cattolica viene sempre più riconosciuto il contributo che ha dato e che è chiamata a dare sul piano della formazione alla vita cristiana delle persone, prima che alla organizzazione di singole iniziative" (Cinque passi nel cammino dall'AC – Messaggio del Vescovo oltre i 140 anni, 9 aprile 2008)
La corresponsabilità
Scorrendo i vari articoli e documenti dell'AC nazionale capita spesso di imbattersi in questa parola il cui significato mi è però spesso sfuggito: co-responsabilità significa essere responsabili insieme, responsabili della Chiesa, laici e sacerdoti, ciò significa che è finito per sempre il tempo in cui i laici non si ritenevano coinvolti nell'organizzare la Parrocchia e viceversa il Parroco si sentiva un po' il padrone di tutto: adesso ognuno è chiamato a fare la sua parte, soprattutto i laici, meglio se associati, proprio in virtù della loro competenza e ruolo sono chiamati a elaborare progetti per far crescere sempre di più la comunità in comunione col pastore:
"Prima di tutto, vorrei dirvi che la Chiesa non può fare a meno dell'Azione Cattolica. La Chiesa ha bisogno di un gruppo di laici, che fedeli alla loro vocazione e stretti attorno ai legittimi Pastori, siano disposti a condividere, insieme con loro, la quotidiana fatica dell'evangelizzazione in ogni ambiente" (Discorso di Giovanni Paolo II ai partecipanti all'XI Assemblea Nazionale dell'Azione Cattolica Italiana, Aula Paolo VI, 26 aprile 2002)
La santità
Ma quale è il fine della formazione? Dove ci porta la corresponsabilità? Né più ne meno che l'essere chiamati alla santità, come molto meglio di me ha detto Papa Benedetto XVI il 4 maggio 2008 ricevendo l'AC in Piazza S. Pietro:
"Non è forse possibile, ancora oggi, per voi ragazzi, per voi giovani e adulti, fare della vostra vita una testimonianza di comunione con il Signore, che si trasformi in un autentico capolavoro di santità? Non è proprio questo lo scopo della vostra Associazione? Ciò sarà certamente possibile se l'Azione Cattolica continuerà a mantenersi fedele alle proprie profonde radici di fede, nutrite da un'adesione piena alla Parola di Dio, da un amore incondizionato alla Chiesa, da una partecipazione vigile alla vita civile e da un costante impegno formativo. Cari amici, rispondete generosamente a questa chiamata alla santità, secondo le forme più consone alla vostra condizione laicale!"
Ecco,
ho cercato di spiegare in questi punti, sicuramente incompleti,
cosa può significare aderire ad un progetto come quello dell'AC: è un impegno concreto, che ci prendiamo anche di fronte al paese, consapevoli delle emergenze da affrontare e pronti
a dare il nostro contributo, a portare la nostra tesserina per edificare quel grande mosaico che è la civiltà dell'amore!
Alberto Saccani